Mese: Gennaio 2016

Moby Dick (1851)

Fosse tutto qui il nocciolo del libro, “Moby Dick” sarebbe niente più e niente meno che una storia d’avventura e di mare, dell’infinita lotta fra l’Uomo e la Natura, il Bene e il Male (come da dichiarazione dello stesso Melville), un bel mattone di più di cinquecento pagine dal setting “esotico”.

Il problema – anzi, il lato bello – è che c’è molto di più.

Continua a leggere
Cinquanta sfumature di grigio (2015)

È davvero difficile discorrere sul nulla. Peggio ancora, è persino più difficile recensire il nulla, perché è questo quello che mi appresto a tentare oggi, un’impresa sfiancante conseguenza della mia pessima idea di approfittare del palinsesto Mediaset per vedere il famigerato “Cinquanta sfumature di grigio”, che al cinema avevo evitato come la peste perché curiosa del trash, sì; in vena di regalare i miei soldi al franchise, no.

Continua a leggere
Sherlock, l’abominevole sposa

Ultimamente vedo solo film che mi deludono (non è vero, l’altro giorno ho visto “Furyo” e mi è piaciuto da morire ma ve ne parlerò in un’altra recensione). In questo caso andavo al cinema in un misto di aspettativa per la presenza di un certo personaggio e la consapevolezza che sarei rimasta delusa di nuovo, visto l’andazzo che aveva ormai preso la terza stagione di “Sherlock” (e nonostante quel brillante terzo episodio che si faceva quasi perdonare quello che precedeva).

Continua a leggere
Star Wars VII: Il risveglio della Forza

Perché questo cappello? Perché se “Star Wars VII: Il risveglio della Forza” fosse stato un film totalmente nuovo, una saga di fantascienza lanciata nel 2015 dal titolo di “Residents Quarrels: Il risveglio dell’Amministratore” mi sarei limitata a dire che era un film bruttino, senza infamia e senza lode. Avrei detto che non brillava per originalità, che aveva qualche spunto interessante, e che avremmo aspettato il seguito per vedere se con un’altra tranche da 200 milioni di dollari la Disney riusciva a ingaggiare uno sceneggiatore decente, un regista coraggioso e una gabbia in cui rinchiudere i produttori, troppo loquaci quando si tratta di piazzare pubblicità occulta per il marketing di pupazzi pre- e post-visione del film evento.

Continua a leggere
Torna in alto